Visualizzazione post con etichetta Eleonora Bellini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Eleonora Bellini. Mostra tutti i post

venerdì 14 aprile 2023

Un canto d'amore e nostalgia. Versi per Ario, l'antologia


Nel 2022 si sono compiuti cento anni dalla nascita di Ariodante Marianni (in arte Ario), poeta, traduttore e pittore. Versi per Ario, è l'iniziativa, voluta da un gruppo di amici, che, pur configurandosi come concorso letterario, si è posta principalmente l'obiettivo di rendere omaggio a Marianni poeta. Non una competizione, quindi, ma un luogo d'incontro che privilegiasse originalità, creatività, compiutezza di stile, memoria.

L'antologia, a cura di Eleonora Bellini, raccoglie alcuni testi di Marianni e le poesie di Antonella Alberghina, Diego Baldassarre, Americo Ceccucci, Rosa Di Martino, Valentina Ghelfi, Maria Lenti, Manrico Murzi, Mariagrazia Pelaia, Stefano Peressini, Vanni Pierini, Roberto Ripamonti.

Pubblicata dalle edizioni LFA Publisher, l'antologia si trova in vendita su Feltrinelli IBS a questo link Un canto d'amore e nostalgia. Versi per Ario - Eleonora Bellini - Libro - LFA Publisher - | IBS e sugli altri store on line

mercoledì 23 novembre 2022

Istantanee da "Versi per Ario". Roma 6 novembre 2022, Mangiaparole

Domenica 6 novembre 2022 alla libreria Caffè letterario Mangiaparole di Roma si è tenuto l'evento conclusivo di Versi per Ario, omaggio ad Ariodante Marianni nel centenario della nascita. Poesia e musica hanno arricchito il pomeriggio di primo autunno.  
Qui sopra Mariagrazia Pelaia, dopo essere stata intervistata e premiata da Eleonora Bellini in rappresentanza di tutta la giuria, legge la sua lirica
"Caro Ariodante".
Nell'immagine a destra Stefano Panzarasa, che ha
onorato il nostro poeta, con alcune sue canzoni eco-pacifiste. 
Maria Lenti, vincitrice ex aequo con la poesia "Cerch da non morì", risponde a una domanda sulla sua poesia e sulle sue poesie, rivoltale da Eleonora Bellini. 
Nella foto a destra Michelangelo Di Cerbo, amico del poeta e membro della giuria, propone al pubblico alcune sue canzoni ispirate dai versi di Ariodante Marianni.


 

venerdì 18 febbraio 2022

Ariodante Marianni a 100 anni dalla nascita 2. Pagina Picta.

"Il caso di Ario Marianni è particolare e abbastanza inusitato: l'attività letteraria, saggistica, poetica, critica, anche se di più lunga estensione temporale, si travasa e si compone, per lui, in una sintesi totale per cui, a un certo punto, diventa del tutto naturale che il suo mondo poetico - letterario si esplichi in termini pittorici o che il suo linguaggio normale si definisca in lavoro letterario. [...] Un procedimento organico, rigoroso, che pure non si rifiuta all'abbandono, al canto, si affida, anche, ai valori sensibili più labili e sfuggenti, giuoca sulla resa della materia, raffinata, gustosa, sul significato della pittura riscoperta come mezzo rinnovato, il rigore rimanendo, alla base, come ragione iniziale e insostituibile della dinamica progettuale, per poter essere poi abbandonato, eluso, dimenticato" (Lara Vinca Masini, Presentazione alla mostra ARIO, galleria Il Fiore, Firenze, 13 gennaio 1973; poi in Pagina picta. Il caso l'allegoria e la volontà nella pittura di Ariodante Marianni, Colophon libri 2005, acura di Eleonora Bellini).

                                            Ario, Geometrie del Caso, olio su tela, 1973

giovedì 7 marzo 2019

Per Ariodante Marianni, di Vincenzo Guarracino

Sulla rivista FERMENTI, n. 248, leggiamo un appassionato articolo di Vincenzo Guarracino, in ricordo di Ariodante Marianni. 
Guarracino ne commenta, con il consueto acume, alcune poesie, sia da Una strana gioia (2002), sia dall'ultima raccolta ''straordinaria e postuma '', Un amore senile e altre spezie (2008).
''Sensibilita' in grado di investirsi in modo onnivoro tra scrittura, critica, traduzione e pittura, sempre conservando e rivelando una capacita' straordinaria di stupore...'' osserva Guarracino di Marianni. E non sbaglia.



Troviamo la recensione anche su una rivista lombarda, grazie alla passione intellettuale di Guarracino.


martedì 22 gennaio 2019

Recensione a LA POESIA E LA VITA sul sito LITERAY.IT

Poeta, traduttore e pittore, Ariodante Marianni ha distribuito la sua prolifica attività nel corso di quasi sessanta anni. Apprezzato dagli autori suoi coetanei e, tra l’altro, collaboratore di G. Ungaretti, è stato impegnato anche in ambito critico. Il volume presentato, che testimonia la sua vasta attività in campo letterario, è a cura di Eleonora Bellini che ha atteso anche alla documentazione dell’attività pittorica dello stesso Marianni in un volume edito da Colophon Libri (2005).
Se in pittura l’autore, con lo pseudonimo di Ario, componeva disegni astratti in cui la fantasia regnava sovrana tanto da lasciare all’osservatore la definizione del quadro, pure dai segni precisi e dal cromatismo rigoroso e bilanciato, in letteratura Marianni aveva il dono della semplicità e del pudore, mantenendo uno sguardo attento e ispirato, senza declinare in derive stilistiche sdrucciolevoli. Versi misurati che restituiscono al lettore la meraviglia del poeta, con un’attenzione spasmodica a mantenere una dimensione discreta e rispettosa delle voci altrui. Probabilmente la sua passione per la letteratura, peraltro alimentata da tanta frequentazioni e amicizie con i maggiori dell’epoca, e l’esperienza come traduttore (tra gli altri Yeats, Thomas, Auden, Dickinson), hanno prodotto in Marianni una consapevolezza e una ”responsabilità” nel dosare la propria scrittura, tanto da indurlo a proporsi in qualità di poeta soltanto laddove la penna premesse per necessità di sguardo, ovvero laddove effettivamente quella prospettiva potesse aggiungersi alla nostra, senza alcuna interferenza di un ego mai scomodo o invadente. 
Recensione completa sul sito http://www.literary.it

Rara fotografia di Marianni a cinquantadue anni
 

venerdì 28 settembre 2018

ARIODANTE, di Marzio Pieri

Sulla rivista di letteratura, storia e arte FERMENTI, diretta da Velio Carratoni (n. 457, 2018), si legge una appassionata ed esauriente recensione del volume LA POESIA E LA VITA. Ariodante Marianni dieci anni dopo, edito sempre per le Edizioni Fermenti nel 2017 e a cura di Eleonora Bellini. Marzio Pieri, autore del testo, nota, tra le altre cose, che si tratta di un libro tutto da leggere e tenere a portata di mano. Proponiamo qui la recensione per intero.





domenica 22 luglio 2018

Introduzione a Yeats, di Ariodante Marianni

Conferenza a “Tuttilibri”, Roma 7 aprile 1994

In un saggio del 1937, "Introduzione generale alla mia Opera", Yeats afferma che un poeta scrive sempre della propria vita, delle sue tragedie, qualunque esse siano, rimorso, amore perduto, o mera solitudine, ma che non parla mai direttamente come si fa con qualcuno a colazione, perché c’è sempre una “fantasmagoria”. Dante e Milton avevano le loro mitologie, Shakespeare i personaggi della storia inglese e dei racconti tradizionali, ma anche quando il poeta sembra più se stesso non è mai “quell’ammasso di accidentalità e incoerenza” che siede a tavola a mangiare con voi. Un narratore può descrivere tutte le accidentalità e le incoerenze che vuole; il poeta no, egli è più tipo che uomo, più passione che tipo. Egli è Lear, Romeo, Edipo, Tiresia. Come se fosse uscito da un dramma, è parte integrante della sua fantasmagoria. Ma quando scrive deve saper governare le proprie emozioni, oggettivarle; Yeats non ha dubbi, in proposito: “tutto ciò che è personale marcisce presto; dev’essere conservato nel ghiaccio o nel sale”. Quanto allo stile, esso é inconscio: “Io so quel che ho tentato di fare, poco ciò che ho fatto (egli dice); mi sono proposto di scrivere liriche brevi o drammi poetici in cui ogni parola doveva essere breve e concentrata, cercando di far coincidere il linguaggio della poesia con un discorso normale e appassionato, di scrivere in quel linguaggio che viene naturale nei soliloqui che facciamo tutto il giorno sugli avvenimenti della nostra vita o delle vite in cui ci rispecchiamo in quel momento”.
Pur ricordando che Yeats scriveva queste riflessioni verso la fine della sua carriera di artista e di uomo, mentre tenevano il campo generazioni successive alla sua (Eliot e Pound, Auden e Dylan Thomas, per fare qualche nome), la sua posizione sembra trascendere la pura difesa del proprio modo di scrivere per investire l’eterna polemica tra chi vive il presente vedendo in esso una continuità del passato e chi lo vive ripudiando ogni eredità, e, impaziente di agire, volta le spalle a una visione più complessa della storia e del mondo. Con altre parole, Yeats sostiene ciò che pensano molti, ossia che l’originalità (la personalità, la statura) di un autore non va cercata nelle novità esteriori dell’opera, ma nella ricchezza e nella complessità delle cose che dice e nell’eco profonda che suscita in chi ne fruisce.
Riguardo a Yeats, Giorgio Melchiori, il nostro più autorevole anglista – che pure non ha passato sotto silenzio “le innegabili ombre e penombre di una mente aperta alle influenze più varie e improbabili quando gli si presentavano in forma di suggestione immaginifica” – si è espresso con molta decisione: “In Yeats si riconosce ormai la maggiore voce poetica di lingua inglese degli ultimi cento anni, e v’è chi è pronto ad estendere il confine temporale addirittura a trecento anni, rispettando solo la grandezza di uno Shakespeare, di un Milton, di un John Donne. E non mette conto avanzare la considerazione che Yeats è poeta irlandese, e perciò a suo modo provinciale, appartenente a una letteratura ‘minore’. La grandezza di Yeats si manifesta proprio nella sua miracolosa capacità di superare con la sua istintiva forza e quasi violenza di poesia ogni remora o confine di tradizione, di nazionalità, di credo religioso, politico, filosofico”.
Una rapida scorsa ai dati biografici, soprattutto del periodo giovanile, può aiutare a chiarire i motivi delle “ombre e penombre” a cui il critico accenna e che hanno ostacolato, in passato, la piena accettazione dell’opera yeatsiana. Esse sono fortemente legate al suo sviluppo verso la maturità e investono i due più conclamati interessi che egli coltivò e che gli fornirono materia d’impegno civile e tanta autentica poesia: quello “nazionalistico” per la lotta per l’indipendenza dell’Irlanda, che Yeats condusse sul piano della cultura e lo portò ad approfondire lo studio della mitologia e delle credenze popolari irlandesi, e l’altro, più discusso e arduo da capire, l’interesse per l’occultismo e le pratiche esoteriche.
Illuminante il giudizio di Eliot: “Ci sono poeti la cui poesia può essere considerata più o meno isolata, per l’esperienza che vi si trova e il piacere che trasmette. Ce ne sono altri la cui poesia ha un’importanza storica più ampia. Yeats è uno di questi ultimi; è uno di quei pochi la cui storia è la storia del proprio tempo, e che fanno parte della coscienza di un’ epoca che, senza di loro, non può essere capita”. 
[...]
[...]

Yeats
 
Il testo integrale si può leggere nel volume LA POESIA E LA VITA. Ariodante Marianni dieci anni dopo a cura di Eleonora Bellini (Fermenti Editrice 2017), disponibile nelle migliori librerie on line e presso l'editore.

domenica 15 aprile 2018

"La poesia e la vita. Ariodante Marianni dieci anni dopo" approda a Princeton

Alla Princeton University Library è disponibile in lettura una copia del libro, a cura di Eleonora Bellini, dedicato all'attività letteraria di Marianni e uscito nel decennale della sua morte. Il lavoro del traduttore italiano di Whitman, di Williams e di Thomas riscuote ancora e sempre immutato interesse. Qui sotto il link alla scheda catalografica:

https://catalog.princeton.edu/catalog/10357178

Il saggio è disponibile presso l'editore (Fermenti, Roma) e in tutte le librerie on line.


domenica 3 dicembre 2017

Ariodante Marianni poeta e pittore. Alcuni momenti dell'inaugurazione della retrospettiva di Cesara (Lago d'Orta)

"E' fuor di dubbio che Ariodante Marianni si divertisse molto quando dipingeva. Anche il nome che aveva scelto per firmare i suoi quadri - Ario, un'abbreviazione del suo ariostesco nome vero, che rimanda a Shakespeare e pare rievocare la figura di un folletto giocoso - conferma questa mia precisa impressione. Quando dipingeva, Ario sapeva di stare tracciando sulla carta o sulla tela null'altro che una poesia o un racconto. Per lui la pittura era, in un certo senso, un altro modo per fare letteratura". Riprendendo questo concetto, già espresso nel 2008 in occasione di una mostra di Ario a Brescia, Giulio Martinoli ha iniziato la sua presentazione dell'incontro. Personalità multiforme, dalle molteplici eccellenze - dalla traduzione, alla pittura, alla poesia, alla critica - Marianni era tuttavia riservato e pensoso. Convinto che la poesia, anche se poco riconosciuta e diffusa nel nostro Paese, sia cosa alta e meritevole dell'impegno di una vita, pubblicò tardi, alla vigila dei sessant'anni. Le sue liriche, raccolte essenzialmente in tre raccolte (Stato d'allerta, Una strana gioia, Un amore senile e altre spezie) possono essere annoverate tra i migliori esempi di scrittura poetica del Novecento e il pubblico intervenuto, ascoltandone la lettura fatta da Eleonora Bellini che le ha brevemente interrotte, se ne è reso ben conto e ne è stato coinvolto a fondo. In particolare ascoltando "L'uccisione del maiale", una delle nove "lettere oraziane", significativo esempio di poesia civile sulla quale si può leggere brevemente qui Una strana gioia . Durante l'incontro Martinoli ha dato lettura anche di tre traduzioni di poesie da Dylan Thomas e di Yeats, traduzioni esemplari per molti versi, definite da Nadia Fusini "perfino più belle dell'originale". 
I "monotipi degli anni Sessanta" esposti in mostra si potranno ammirare fino al 23 dicembre 2017. 


ARIODANTE MARIANNI POETA E PITTORE, a cura di Giulio Martinole ed Eleonora Bellini, con l'assistenza di Roberto Ripamonti. Cesara, Sala Archi Centro Ricreativo Tiziano Falda, Cesara (VB). Dal 3 al 23 dicembre 2017. Apertura sabato e domenica 17.30 - 19.30. Da martedì a venerdì 18 - 19.30 su appuntamento.

martedì 24 ottobre 2017

Ariodante Marianni poeta e pittore. MOSTRA



A dieci anni dalla scomparsa, Giulio Martinoli, amico del poeta, ha ideato questa mostra per rendergli omaggio e per ricordarne l'originalità, il valore e lo spessore dell'opera, sia che si tratti di poesia, di pittura o di traduzione.

mercoledì 10 maggio 2017

LA POESIA E LA VITA. Ariodante Marianni dieci anni dopo


LA POESIA E LA VITA. Ariodante Marianni dieci anni dopo

E' in uscita per i tipi della casa edtrice romana FERMENTI (http://www.fermenti-editrice.it) un denso volume di inediti e contributi critici di e su Ariodante Marianni, a cura di Eleonora Bellini. Il libro contiene inoltre versi, saggi e testimonianze di amici del poeta: Antonio Barbuto, Lisa Bernardi, Michelangelo Di Cerbo, Alfredo Luzi, Giulio Martinoli, Paride Mercurio, Manrico Murzi, Martina Sabbatini, Massimo Scrignòli. 

lunedì 15 luglio 2013

Nota su Ariodante Marianni, William Carlos Williams e l'Istituto Internazionale del disco, di Eleonora Bellini

"L’Istituto Internazionale del Disco, che aveva sede sia a Milano che a Roma, nel fervore di rinascita dei primissimi anni Sessanta, pubblicò una collana culturale diretta da Paola Oietti, giornalista e figlia di Ugo, che, negli anni Venti era stato direttore del Corriere della Sera.
Il catalogo 1960 - 1961 si presenta ricco di sessantotto microsolchi, nelle sole collane “Spirituale” (letture dei quattro Vangeli) e “Culturale” (letteratura italiana e straniera da I fioretti di San Francesco al Romanzero Gitano di Federico Garcia Lorca, dalle Liriche di François Villon alle Poesie di Vincenzo Cardarelli); vi appaiono inoltre una collana musicale ed una dedicata ai bambini. Lo slogan promozionale dell’impresa era: “Il disco che vi regala la venticinquesima ora della giornata” e l’introduzione al catalogo spiegava:
“L’Istituto internazionale del Disco, nell’affidare a valenti critici la scelta delle opere che compongono la Collana Culturale ha voluto che fossero tenuti presenti due fatti fondamentali: che ogni disco offrisse un aspetto inedito dell’opera di ciascun autore e che la voce dell’interprete fosse congeniale anche nelle sfumature al carattere della composizione stessa é [...]”.
Ariodante Marianni collaborò a sette dischi, curandone la presentazione oppure la traduzione, o entrambe. I poeti di cui egli si occupò furono (fatta eccezione per Wilde e con l’assenza di Yeats e di Whitman) quelli che lo accompagnarono per gran parte della vita: Emily Dickinson, Oscar Wilde (due titoli: La Ballata del Carcere di Reading e L’usignolo e la rosa), i Poeti moderni americani (Poesia e Jazz della beat generation con Frank O’ Hara e Allen Ginsberg), Dylan Thomas, gli autori di Fantascienza e poesia (tra gli altri Sergio Solmi, Nelo Risi, Mario Socrate), William Carlos Williams."
 
Volete leggere tutto l'articolo, che comprende anche "Poesie di William Carlos Williams scelte e commentate da Ariodante Marianni"? Procuratevi la rivista "Fermenti" n. 238/2012 (qui il sommario http://www.fermenti-editrice.it/schede/Sommario_Rivista_Fermenti_n_238.pdf)

domenica 24 febbraio 2013

Recensione a Giuseppe Favati: "Per esempio, con la coda dell’occhio"

     L’enorme quantità di libri che arrivano sul tavolo di chiunque si occupi di letteratura può far sì  che fra essi possa anche nascondersi un capolavoro che solo anni dopo verrà riconosciuto da qualche solerte e attento ricercatore. Nella cernita immediata che se ne fa, alcuni vengono sfogliati subito e giudicati; di altri si rimanda la lettura a tempi più distesi, talvolta alle vacanze. E’ quello che mi è capitato di fare con questo romanzo di Giuseppe Favati, dal titolo ammiccante e reclamante complicità di Per esempio, con la coda dell’occhio (Manni Editori, S. Cesareo di Lecce, 2005). E’ un libro francamente pornografico, che l’autore, finissimo letterato, si affretta a giustificare e avallare ad apertura di pagina con questa dotta citazione dal “Dizionario filosofico” di Fernando Savater, alla voce Teresa: “Sapevi, mia lettrice, che fino a poco tempo fa, nel catalogo di molti librai, la denominazione ‘libri filosofici’ includeva le opere pornografiche? Questo encomiabile contagio proviene dal diciottesimo secolo, come tante altre cose buone. In quell’epoca benedetta, essere filosofi anche in questo significava, in generale, essere libertini […]. L’aggettivo diventava inequivocabile quando veniva applicato ai racconti o ai romanzi ‘filosofici’. Ancor più, naturalmente, se queste narrazioni erano opera di autori francesi”.              
     Il romanzo, che inizia con la descrizione di un "rituale"  lesbico fra la protagonista Totò e la sua compagna Nrica, un medico dalle  cui risorse dipende economicamente, è strutturato per capitoli alla stregua di un rapporto epistolare fra la stessa Totò e il suo ex Onorio, in cui ciascuno racconta all’altro le proprie vicende erotiche, a stuzzicarne verbalmente la fantasia, quasi una continuazione dei loro antichi rapporti. E sarà proprio la scoperta delle lettere di lui a scatenare la gelosia di Nrica e a far cessare il rapporto fra le due donne. Non vado oltre nella descrizione del libro per non togliere al lettore il gusto e la sorpresa di scoprire da sé le varie fasi di una vicenda ricca di momenti sapidi e allegramente satirici ma anche di sotterranee incursioni nel mondo dei diseredati e dei senza lavoro, ossia dei senza futuro. Favati si rivela in queste pagine scrittore a tutto tondo, con uno stile originale, polposo, da gustare come un frutto maturo. A conforto del giudizio ampiamente positivo che ho del romanzo, mi piace riportare ciò che ho trovato on line a firma di Eleonora Bellini e che mi sembra centri con acume quella che anche a me pare essere la principale caratteristica del libro:       
         "... qui non vi è solo il racconto gustoso di comportamenti e vicende da boudoir, lo sguardo si allarga, come già quello dei filosofi illuministi, a considerare situazioni taciute o ipocritamente negate dai più: i bisogni sessuali - erotici, amorosi - dei portatori di handicap, ad esempio, oppure degli anziani. Tutti raccontati con la voce "dal di dentro" della principale protagonista, un personaggio dotato di più storie e più volti, tra i quali anche quello di paladina all'interno di Ricominciare dalla tre, originale associazione, a mezzo tra il volontariato puro e semplice e l'enfatico attivismo da esercito della salvezza. Naturalmente qui la missione è quella della salvezza sessuale, dell'esercizio erotico, della condivisione del piacere, per missionarie ed adepti, senza distinzione". 
         A conclusione di questa breve nota vorrei aggiungere un accenno a un autore del primo ‘900 che fece dell’erotismo il proprio cavallo di battaglia, raggiungendo fama e ricchezza ma anche processi per oltraggio al pudore e persecuzioni razziali: parlo dell’ebreo Dino Segre, che con lo pseudonimo di Pitigrilli pubblicò a partire dagli Anni Venti vari romanzi di enorme successo (ne ho letto uno in questi giorni, “Cocaina”, del 1921, che nel ’28 era già alla sua 12a edizione!), oggi del tutto dimenticato. Era anche lui uno scrittore “libertino”, ossia un libero pensatore, con l’occhio attento alle magagne del suo tempo.
         Il lettore dunque si lasci pure coinvolgere dalla trama e dalle sapide situazioni del romanzo di Favati, ma non dimentichi che l’occhio dello scrittore spazia in un campo più ampio, penetra oscuri e taciuti anditi della società del suo tempo: il nostro.          

                                                                                                Ariodante Marianni

giovedì 5 aprile 2012

Marianni, traduzione da Oscar Wilde: "La ballata del carcere di Reading" su l'immaginazione

Ariodante Marianni collaborò per qualche anno con l'Istituto Internazionale del Disco, che diffondeva la conoscenza di scrittori classici e contemporanei avvalendosi della collaborazione dei più qualificati intellettuali del tempo (primi anni Sessanta); l'immaginazione di Manni editore ha pubblicato una parte della sua traduzione da Wiilde (maggio 2011). E' in uscita sulla rivista romana Fermenti (primo numero del 2012) un articolo di Eleonora Bellini che approfondisce alcuni aspetti della collaborazione di Marianni con l'Istituto.