Visualizzazione post con etichetta monotipo su carta. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta monotipo su carta. Mostra tutti i post

mercoledì 21 agosto 2019

Il monotipo della luna


Tra i "monotipi degli anni Sessanta" del Novecento si distingue questa opera di piccole dimensioni, che potremmo definire "della luna" o forse di Marte. Ario (Ariodante Marianni) spesso non attribuiva un titolo alle proprie opere, lasciando che fosse il pubblico, se voleva, a cercare titoli corrispondenti alle emozioni o ai pensieri che l'opera gli suscitava. E questo ci pare evocativo di luci, vapori, creature extraterrestri. L'opera è del 1964.

venerdì 30 dicembre 2016

"Il cardo chi ha temuto": un saggio augurio in versi

Il cardo chi ha temuto
per diventare spinoso,

mentre si è fatto un fiore
come una bolla di sapone
l'allegro tarassaco?

Come evolve l'uomo sotto
la spinta delle idee?

Non bisogna stancarsi
di predicare la gentilezza.

La poesia, tra le numerose inedite di Ariodante Marianni, fu pubblicata postuma sulla rivista CAPOVERSO nel secondo semestre 2012.

Ario, monotipo su carta, 1966 circa.

sabato 15 febbraio 2014

Radici

Non ho radici dove sono nato
né dove vivo né da cui provengo,
madri sabine e padri marchigiani
("marchesi" mi uscì detto bambino,
e mi costò un soprannome beffardo)
con qualche probabile zampino
gotico o longobardo.

Vorrei potermi dire cittadino del mondo,
ma in quel lapsus puerile
c'erano già i confini di questa patria certa,
circoscritta, ristretta
in questa lingua che uso (al punto che sospetto
che la mia lingua sia il mio stesso io,
se con lei penso, con lei sogno e scrivo).

Vorrei sentirmi un semplice abitante terrestre,
come il celeste giorno che scovai
fra le alghe verdi e i ciottoli del fondo
la conchiglia più bella del reame
e godendola tutta mi tuffai
privo di vesti a vincoli di verbi,
animale di pure sensazioni,

di salda essenza e mitiche visioni.

Ariodante Marianni, Una strana gioia, Manni, dicembre 2003
Wikipedia

Ario, Carnevale degli animali ad Altamira, monotipo su carta 1965

giovedì 21 marzo 2013

E' ancora l'incanto della luna

Ario, Notte di primavera, monotipo, 1966

È ancora l’incanto della luna
nelle notti serene, quando sciamano
delicate meteore le lucciole
nei loro sacri sentieri, mendicando
con impulsi allarmati di affrettare
ciò che è loro richiesto,
e i grilli declamano
da luoghi occulti la loro irrefrenabile
fame d’amore,

e tutti gli alberi e le piante
sembrano addormentati nella polvere
luminosa dell’astro, l’asse terrestre
inclinato di quel tanto
che segna il punto giusto

tra la penombra e l’ombra
altri richiami.

(Ariodante Marianni, 2003)

lunedì 11 febbraio 2013

Scario

                          
La luna la vedemmo arrampicarsi sul tetto
e galleggiare poi nel cielo scuro
e il mare, sotto, sbriciolarne il lume
in piccoli frammenti rilucenti.

Ci separava un tavolo per due.
Vi danzavano sguardi e desideri,
dividevamo i cibi  per gustare
il sapore di labbra sorridenti.

Ariodante Marianni da Un amore senile e altre spezie, Book 2008

Ario, Paese di mare, piccolo monotipo su carta