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venerdì 6 ottobre 2023

Luino, 1991. Convegno di poeti su Vittorio Sereni, una foto.

Nel 1991 si tenne a Luino un convegno su Sereni, poeta e letterato. 

Questa fotografia ritrae i relatori, tutti noti ed illustri.


Da sinistra, seduti: Alessandro Parronchi, Piero Bigongiari, Giovanni Raboni, Giorgio Orelli, Dante Isella. Sempre da sinistra, in piedi: Umberto Fiori, Vivian Lamarque, Maurizio Cucchi, Attilio Bertolucci, Piero Del Giudice, Raffaello Baldini, Luciano Erba, Silvio Ramat, Alfredo Luzi, Tomaso Kemeny, Ariodante Marianni, Ferruccio Benzoni.

Gli atti del convegno furono pubblicati nel volume Per Vittorio Sereni. Convegno di poeti (Luino, 25-26 maggio 1991

mercoledì 10 maggio 2017

LA POESIA E LA VITA. Ariodante Marianni dieci anni dopo


LA POESIA E LA VITA. Ariodante Marianni dieci anni dopo

E' in uscita per i tipi della casa edtrice romana FERMENTI (http://www.fermenti-editrice.it) un denso volume di inediti e contributi critici di e su Ariodante Marianni, a cura di Eleonora Bellini. Il libro contiene inoltre versi, saggi e testimonianze di amici del poeta: Antonio Barbuto, Lisa Bernardi, Michelangelo Di Cerbo, Alfredo Luzi, Giulio Martinoli, Paride Mercurio, Manrico Murzi, Martina Sabbatini, Massimo Scrignòli. 

domenica 19 gennaio 2014

Fabio De Santis così recensiva "Un amore senile"

 
Libro pregevole, dal titolo esplicito, puntuale anche nello specificare che trattasi di poesie di un ottuagenario.
La precisazione diventa decisiva se si pensa che la prima parte del libro è un poema d’amore, cosa rara a trovarsi oggi. In effetti l’aroma speziato a cui allude l’autore, scomparso nel marzo del 2007, fa pensare all’afrore dei sessi, dei corpi appassionati, per una schiettezza, una freschezza stupefacente al cospetto di un amore senile. La tenerezza e la sensualità che emergono dalle poesie vanno ben al di là dei pregiudizi anagrafici e sorprende l’incanto di un giovane stupore: "la vedo così bella, così giovane/che aspetta innamorata/proprio me, proprio me!"
Il libro, nella seconda parte, procede con divertissement, acuta ironia e momenti di intensità poetica, come in Tuscania, componimento dedicato al maestro Ungaretti. Chiude l’opera del traduttore, con tre sonetti di Shakespeare e una poesia di William Carlos Williams.
 
 
ARIODANTE MARIANNI: UN AMORE SENILE e altre spezie
Poesia – nota di Alfredo Luzi - Book Editore 2008. In copertina: Ario, Monotipo in rosso, 1967
 
da PLURABELLE. NOTIZIE DAL LABORATORIO DI POESIA DI MODENA
aperiodico solo per posta elettronica
numero 17 – estate 2008

domenica 10 febbraio 2013

Nota di Alfredo Luzi alla raccolta poetica "Un amore senile ed altre spezie"

“L’erotismo è la conferma della vita dentro la morte”
( Georges Bataille, La letteratura e il male)

Un amore senile e altre spezie è un ritratto in versi (versi e immagine svolgono nella tensione espressiva di Ario, poeta e pittore, una funzione sinergica) di un uomo il cui bilancio esistenziale nel declinare dei suoi giorni e nell’incedere dell’ombra è vivificato dal miracolo di un ultimo amore, quasi insperato, capace di trasformare la senilità in un tempo felice di trepide attese.
Il titolo della raccolta è davvero una soglia dalla quale il lettore accede in un edificio poetico costruito sulla consapevolezza di vivere sul crinale di una esperienza in cui l’amore non è “german di giovinezza”, ma una “spezia” che dà sapore al tempo della vecchiaia biologica, che riscatta con il suo turbinio di sensazioni l’inesorabile legge del dispendio e della fine. C’è come una circolarità tematica che congiunge la prima opera poetica di Ariodante, pubblicata nel 1987, De l’amour, e questo Amore senile, un desiderio di sconfiggere Crono ingrediente con il mito dell’eterno ritorno.
Poesie queste ultime come rasserenate, dense, nonostante tutto, di utopia, diverse da quelle raccolte in Stato d’allerta, dove il segno vibrava di indignazione civile ed etica nei confronti di una società moderna disorientata nella sua perdita di valori, risucchiata in una permanente condizione di paura che domina la vita attuale, svuotata di senso, anche se verso la parte finale del volume la forza urticante della critica sociale torna a farsi sentire nel gioco del rovesciamento, del rapporto tra vita privata e vita collettiva, della polemica contro gli OGM e la globalizzazione, della deprivazione lessicale (emblematica la poesia Scontemplazione, un inno al ricorso della “mens contemplatoria”).
Eppure c’è qualcosa che lega questi testi ai precedenti: la procedura ermeneutica e gnoseologica che potrei definire semiotica dello sguardo. Il punto di  contatto tra io e mondo è per Ariodante sempre l’acquisizione visiva di oggetti, figure, paesaggi, treni, dipinti, epifanie sorte da opere letterarie, cinematografiche o teatrali. E’ tutta materia sottratta alla vita e dunque alla sua sorte di morte e salvata dalla forza emblematica, cioè avviluppante, sintetica, della parola poetica.
Attraverso la memoria  culturale di pagine baudelairiane e sveviane, come in Amitié amoureuse, Marianni assevera che “da uno sguardo può nascere un amore”, recupera una suggestione da Miller o da Sereni  (Uno sguardo dal ponte ) per focalizzare nella vena pulsante di un polso “il miracolo della vita”, tratteggia cromaticamente, con la forza iconica del pittore, i luoghi visitati (il lago d’Orta, Scario e il Golfo di Policastro, Shangai e i suoi quartieri) e li trasforma in spazi ritmati dal suo viaggio esistenziale, giungendo fino al punto di recuperare il tema stilnovistico del sorriso, parola-chiave presente in molte composizioni, come traccia amorosa e guida verso la felicità umana. [...]

L'intero intervento critico di Luzi si legge nel libro, uscito per i tipi di Book Editore nel 2008