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lunedì 10 febbraio 2014

Nadia Fusini sulla traduzione di Marianni dell'intera opera poetica di Yeats


Alla collana dei Meridiani si aggiunge con W. B. Yeats un' altra perla. E questo perché W. B. Yeats è poeta grandissimo, e cura migliore non poteva darsi della sua poesia. Ottimo è il team di studiosi che collaborano all' impresa in un rinvio armonioso; sì che l' eccellenza delle traduzioni di Ariodante Marianni ravviva la nostra lettura, il commento di Anthony L. Johnson l' approfondisce, l' introduzione di Piero Boitani la dispone sin dall' inizio all' ascolto della complessa musica di idee, pensieri e immagini che portarono il giovane Yeats, bravo fin dall' inizio, alle eccelse vette della maturità e della vecchiaia, attraverso passaggi e metamorfosi tutti documentati con precisione locale, e insieme proiettati sullo sfondo poetico e culturale dei miti e delle influenze, grazie alle quali Yeats diventò il poeta che è. La guida nel continente Yeats che Boitani ci offre è sicura, e senz' altro la rafforza la conoscenza che nei commenti e nelle note ci mette a disposizione Johnson. Ma a niente varrebbe la loro splendida performance, se la lingua di Yeats non si incarnasse nelle magnifiche traduzioni del traduttore, poeta egli stesso, Ariodante Marianni. Introduzione, note, commento, traduzione sono atti diversi, ma tutti al servizio dello stesso scopo: farci leggere Yeats come va letto. E la traduzione è in questo un passaggio fondamentale. Anche troppo belle sono queste traduzioni; tanto che potrebbe venirci la voglia di fermarci all' italiano, la voglia di non provare lo scacco, la delusione che sempre ci spingono al testo originale, per trovare lì la parola sorgiva, com' era all' origine. Quando la traduzione è a questa altezza quasi dimentichiamo che essa è un evento impossibile, o più semplicemente un tentativo, una tensione che spesso scopre che la poesia non si traduce, ma si tradisce. E viene da pensare, come sosteneva un altro grande traduttore di Yeats, Yves Bonnefoy, che la grande poesia supera la forma in cui nasce.

da Repubblica del 21 novembre 2005   pagina 33   sezione: CULTURA 

W. B. Yeats, Opera poetica, Mondadori, I meridiani 2005 

mercoledì 20 novembre 2013

Ariodante Marianni al Premio di traduzione poetica "Achille Marazza" 2002

Ariodante Marianni riceve il premio 2002 per la traduzione poetica de La scala a chiocciola di Yeats


" La commissione giudicatrice ha deliberato all'unanimità di assegnare il premio ad Ariodante Marianni per la versione di  La scala a chiocciola e altre poesie di W. B. Yeats, che segna l'esito più alto di un autentico incontro di destino tra un autore e il suo interprete. Tornando a confrontarsi con una poesia affascinante ed impervia che ha messo a prova, nel corso del tempo, traduttori di prima grandezza, Marianni porta a termine vittoriosamente la sua sfida, così come gli era accaduto nel corso delle memorabili versioni da Dylan Thomas, e perviene ancora una volta a un miracoloso equilibrio tra libertà ed esattezza, strenua aderenza ai testi e suprema eleganza formale" (Franco Contorbia. Borgomanero, 16 novembre 2002 )

Mostra di Monotipi "Un grado zero della pittura". Incontro con gli studenti dell'ITIS











martedì 23 ottobre 2012

La motivazione del premio internazionale di traduzione "Monselice" 2006, conferito ad Ariodante Marianni per la traduzione dell'opera poetica di Yeats

Dagli "Atti" del premio vol. 36-37, pag. 36 (Il Poligrafo, 2008):

"Giustificherà questa nostra scelta per l’assegnazione del Premio Monselice 2006 ad A
RIODANTE MARIANNI traduttore di Yeats, il referto
del collega anglista Giuseppe Brunetti:

«In venti anni di assidua frequentazione Ariodante Marianni ha tradotto l’intera opera poetica – diciotto raccolte pubblicate nell’arco di un cinquantennio – di Yeats, uno dei maggiori poeti in lingua inglese del Novecento. L’assiduità è anche il metodo che Marianni dichiara di aver seguito: letture e riletture del testo, versione con vaglio di tutti i possibili significati, paziente elaborazione del materiale, rispetto del verso e della strofa. E i risultati si apprezzano nell’aderenza a un andamento ritmico che negli originali va dal grande canto romantico nelle prime raccolte alla dizione incisiva e sapienziale nello Yeats maturo. Una poesia che cattura l’orecchio, quella di Yeats, memorabile, come questi versi sulla vecchiaia di cui il traduttore ha saputo restituire ritmo e partitura fonica:
“Un uomo, quando invecchia, la sua gioia
si fa di giorno in giorno più profonda,
il cuore vuoto alla lunga si colma;
ma ha bisogno di tutta la sua forza
perché la Notte che cresce
gli schiude il suo mistero e la paura”».

Premiati al Monselice 2006, Marianni è al centro