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martedì 18 ottobre 2022

Versi per Ario. Poesie segnalate: A Dylan Thomas di Manrico Murzi

Si faccia alba l'aria e viva aurora!

Amico, figlio scherzoso del mare,

da dove sei, sott'acqua e lontano,

aiutami a togliermi di dosso

questo peso di tunica fenicia

che mi fa lunga ésca del dolore.

Sarò come nei tempi assieme corsi

libero sfogo di allegra gazzella

attenta agli occhi di un vago gabbiano

creduti contemplanti, ma cercanti

in giri d'elica il vivo del pesce.



Tra autobiografia e memoria, il poeta evoca in questi versi, simili a pennellate veloci ma capaci di ritrarre persone, paesaggi e sentimenti, il soggiorno di Dylan Thomas all'isola d'Elba.



sabato 16 febbraio 2019

Ci fu un tempo, di Dylan Thomas. Traduzione di Ariodante Marianni

Was there a time
Was there a time when dancers with their fiddles
In children’s circuses could stay their troubles?
There was a time they could cry over books,
But time has set its maggot on their track.
Under the arc of the sky they are unsafe.
What’s never known is safest in this life.
Under the skysigns they who have no arms
Have cleanest hands, and, as the heartless ghost
Alone’s unhurt, so the blind man sees best.

Ci fu un tempo
Ci fu un tempo che i funamboli con i loro violini
Nei circhi dei bambini potevano frenarne i turbamenti ?
Ci fu un tempo che potevano piangere sui libri,
Ma il tempo ha posto il verme sul loro sentiero.
Sotto l’arco del cielo essi non sono al sicuro.
Ciò che rimane ignoto in questa vita è più sicuro.
Sotto i segni del cielo chi è privo di braccia
Ha le mani più nette, e, come il fantasma senza cuore
È il solo illeso, il cieco vede meglio.

D. Thomas, POESIE E RACCONTI, Einaudi Editore

martedì 17 novembre 2015

Non andartene docile in quella buona notte, di Dylan Thomas


Non andartene docile in quella buona notte,
vecchiaia dovrebbe ardere e infierire
quando cade il giorno;
infuria, infuria contro il morire della luce.

Benchè i saggi infine conoscano che il buio è giusto,
poichè dalle parole loro non diramò alcun conforto,
non se ne vanno docili in quella buona notte.

I buoni che in preda all'ultima onda
splendide proclamarono le loro fioche imprese,
avrebbero potuto danzare in una verde baia,
e infuriano, infuriano contro il morire della luce.

I selvaggi, che il sole a volo presero e cantarono,
tardi apprendono come lo afflissero nella sua via,
non se ne vanno docili in quella buona notte.

Gli austeri, vicini a morte, con cieca vista scorgono
che i ciechi occhi quali meteore potrebbero brillare
ed esser gai; e infuriano
infuriano contro il morire della luce.

E te, padre mio, là sulla triste altura io prego,
maledicimi, feriscimi con le tue fiere lacrime,
non andartene docile in quella buona notte.
Infuria, infuria contro il morire della luce.

(traduzione di Ariodante Marianni)


martedì 12 agosto 2014

Fra le vittime dell'incursione all'alba si trovava un uomo di cent'anni, di Dylan Thomas (trad. di Ariodante Marianni)

When the morning was waking over the war 
He put on his clothes and stepped out and he died, 
The locks yawned loose and a blast blew them wide, 
He dropped where he loved on the burst pavement stone 
And the funeral grains of the slaughtered floor. 
Tell his street on its back he stopped a sun 
And the craters of his eyes grew springshots and fire 
When all the keys shot from the locks, and rang. 
Dig no more for the chains of his grey-haired heart. 
The heavenly ambulance drawn by a wound 
Assembling waits for the spade's ring on the cage. 
O keep his bones away from the common cart, 
The morning is flying on the wings of his age 
And a hundred storks perch on the sun's right hand. 


Mentre il mattino si svegliava sopra la guerra, 
Indossò i suoi vestiti, varcò la soglia e morì; 
Le serrature allentate saltarono a uno scoppio: 
Cadde lì dove amò, sul marciapiede esploso, 
Nella funebre polvere del suolo massacrato. 
Dite alla strada capovolta che egli arrestò un sole 
E eruttò fiamme e virgulti dai crateri degli occhi 
Quando tutte le chiavi caddero dalle toppe e tintinnarono. 
Non scavate più per le catene del suo cuore canuto. 
L'ambulanza del cielo tratta da una ferita 
Aspetta, radunando, il suono della vanga sulla gabbia. 
Oh, tenete lontane le sue ossa da quel carro comune; 
Il mattino s'invola sulle ali dei suoi anni 
E cento cicogne si posano alla destra del sole. 

Ario, Le mura di Gerico, monotipo su carta, 1971
Riportiamo qui di seguito le note di Ariodante Marianni alla poesia, utili per approfondire la lettura:

 v. 3: "The locks". Le serrature, come più oltre le chiavi e le catene, simboleggiano i legami che tenevano unito il corpo del vecchio. v. 6: "He stopped a sun". Fermò un sole perché da quel momento il sole non brillò più per lui. E' però probabile che "sun" stia per "bomba" e che la frase sia una alterazione dell'espressione slang "to stop a bullet", letteralmente "fermare un proiettile", col significato di esserne colpito. v. 10: "Drawn by a wound". "Wound" (ferita) è parola usatissima da Thomas con varie intenzioni. Il Tindall pensa che qui possa riferirsi al Cristo, detto altrove "world's wound". "Drawn" ha vari significati; i due più probabili in questo contesto sono "tirata" e "chiamata"; usando "tratta" si è inteso conservare nella traduzione un po' dell'ambiguità presente nell'originale, acquistando il senso di "assembramento di feriti", come traduce Bigongiari. Mi sono allontanato da questa pur valida interpretazione principalmente per due motivi: che si avrebbe l'unico "enjambement" del sonetto e che una stesura precedente del componimento, invece di "assembling", aveva "through ruin". v. 11: "Cage". La gabbia toracica. v. 14: "A hundred storks". Le cento cicogne simboleggiano l'età della vittima con un richiamo alle nascite (le cicogne della credenza popolare) che verranno a sostituire la sua esistenza nel mondo. da Poesie di Dylan Thomas, cura e traduzione di Ariodante Marianni, Mondadori (Oscar n° 254), Milano, settembre 1971 (IIa edizione), pag. 188

mercoledì 20 novembre 2013

Ariodante Marianni al Premio di traduzione poetica "Achille Marazza" 2002

Ariodante Marianni riceve il premio 2002 per la traduzione poetica de La scala a chiocciola di Yeats


" La commissione giudicatrice ha deliberato all'unanimità di assegnare il premio ad Ariodante Marianni per la versione di  La scala a chiocciola e altre poesie di W. B. Yeats, che segna l'esito più alto di un autentico incontro di destino tra un autore e il suo interprete. Tornando a confrontarsi con una poesia affascinante ed impervia che ha messo a prova, nel corso del tempo, traduttori di prima grandezza, Marianni porta a termine vittoriosamente la sua sfida, così come gli era accaduto nel corso delle memorabili versioni da Dylan Thomas, e perviene ancora una volta a un miracoloso equilibrio tra libertà ed esattezza, strenua aderenza ai testi e suprema eleganza formale" (Franco Contorbia. Borgomanero, 16 novembre 2002 )

Mostra di Monotipi "Un grado zero della pittura". Incontro con gli studenti dell'ITIS