domenica 3 agosto 2014

Ritratto di poeta

Unicorni al guinzaglio, tragici amori,
gite nell’aldilà, eroiche risse:
tutto si svolge clandestinamente
nei sotterranei del suo piccolo cranio.
Chi ha parlato d’angeli in giro
di Muse svolazzanti?

Si vede un uomo a un tavolino,
non molto diverso da un comune archivista:
ogni tanto si scosta, solleva la testa,
stringe le palpebre affilando le nari,
ripete come un maniaco, gustando le sillabe,
decine di volte le stesse parole.

 Ariodante Marianni, da Un amore senile e altre spezie, Book Editore 2008

martedì 25 marzo 2014

Come sarà quest'albero, di Ariodante Marianni (26 marzo 2007 - 26 marzo 2014)


Come sarà quest’albero
il prossimo inverno,
quando scadranno i termini e tutta
indurita la terra
allestirà un sontuoso banchetto
per le esequie dei fiori?
Legioni di architetti scaveranno
città sotterranee e la linfa
gelerà nei suoi condotti.

Come saranno  
queste conchiglie e queste pinne?

                           Assurdo piangere
per il tempo che passa (troppo in fretta
per la nostra ingordigia).

 
Ariodante Marianni, dalle carte inedite Work in progress. La poesia fu poi pubblicata postuma sulla rivista CAPOVERSO n. 26/2012


Ario, Sera di primavera, disegno a gessetti su carta. 1960
 

sabato 15 febbraio 2014

Radici

Non ho radici dove sono nato
né dove vivo né da cui provengo,
madri sabine e padri marchigiani
("marchesi" mi uscì detto bambino,
e mi costò un soprannome beffardo)
con qualche probabile zampino
gotico o longobardo.

Vorrei potermi dire cittadino del mondo,
ma in quel lapsus puerile
c'erano già i confini di questa patria certa,
circoscritta, ristretta
in questa lingua che uso (al punto che sospetto
che la mia lingua sia il mio stesso io,
se con lei penso, con lei sogno e scrivo).

Vorrei sentirmi un semplice abitante terrestre,
come il celeste giorno che scovai
fra le alghe verdi e i ciottoli del fondo
la conchiglia più bella del reame
e godendola tutta mi tuffai
privo di vesti a vincoli di verbi,
animale di pure sensazioni,

di salda essenza e mitiche visioni.

Ariodante Marianni, Una strana gioia, Manni, dicembre 2003
Wikipedia

Ario, Carnevale degli animali ad Altamira, monotipo su carta 1965

lunedì 10 febbraio 2014

Nadia Fusini sulla traduzione di Marianni dell'intera opera poetica di Yeats


Alla collana dei Meridiani si aggiunge con W. B. Yeats un' altra perla. E questo perché W. B. Yeats è poeta grandissimo, e cura migliore non poteva darsi della sua poesia. Ottimo è il team di studiosi che collaborano all' impresa in un rinvio armonioso; sì che l' eccellenza delle traduzioni di Ariodante Marianni ravviva la nostra lettura, il commento di Anthony L. Johnson l' approfondisce, l' introduzione di Piero Boitani la dispone sin dall' inizio all' ascolto della complessa musica di idee, pensieri e immagini che portarono il giovane Yeats, bravo fin dall' inizio, alle eccelse vette della maturità e della vecchiaia, attraverso passaggi e metamorfosi tutti documentati con precisione locale, e insieme proiettati sullo sfondo poetico e culturale dei miti e delle influenze, grazie alle quali Yeats diventò il poeta che è. La guida nel continente Yeats che Boitani ci offre è sicura, e senz' altro la rafforza la conoscenza che nei commenti e nelle note ci mette a disposizione Johnson. Ma a niente varrebbe la loro splendida performance, se la lingua di Yeats non si incarnasse nelle magnifiche traduzioni del traduttore, poeta egli stesso, Ariodante Marianni. Introduzione, note, commento, traduzione sono atti diversi, ma tutti al servizio dello stesso scopo: farci leggere Yeats come va letto. E la traduzione è in questo un passaggio fondamentale. Anche troppo belle sono queste traduzioni; tanto che potrebbe venirci la voglia di fermarci all' italiano, la voglia di non provare lo scacco, la delusione che sempre ci spingono al testo originale, per trovare lì la parola sorgiva, com' era all' origine. Quando la traduzione è a questa altezza quasi dimentichiamo che essa è un evento impossibile, o più semplicemente un tentativo, una tensione che spesso scopre che la poesia non si traduce, ma si tradisce. E viene da pensare, come sosteneva un altro grande traduttore di Yeats, Yves Bonnefoy, che la grande poesia supera la forma in cui nasce.

da Repubblica del 21 novembre 2005   pagina 33   sezione: CULTURA 

W. B. Yeats, Opera poetica, Mondadori, I meridiani 2005 

domenica 19 gennaio 2014

Fabio De Santis così recensiva "Un amore senile"

 
Libro pregevole, dal titolo esplicito, puntuale anche nello specificare che trattasi di poesie di un ottuagenario.
La precisazione diventa decisiva se si pensa che la prima parte del libro è un poema d’amore, cosa rara a trovarsi oggi. In effetti l’aroma speziato a cui allude l’autore, scomparso nel marzo del 2007, fa pensare all’afrore dei sessi, dei corpi appassionati, per una schiettezza, una freschezza stupefacente al cospetto di un amore senile. La tenerezza e la sensualità che emergono dalle poesie vanno ben al di là dei pregiudizi anagrafici e sorprende l’incanto di un giovane stupore: "la vedo così bella, così giovane/che aspetta innamorata/proprio me, proprio me!"
Il libro, nella seconda parte, procede con divertissement, acuta ironia e momenti di intensità poetica, come in Tuscania, componimento dedicato al maestro Ungaretti. Chiude l’opera del traduttore, con tre sonetti di Shakespeare e una poesia di William Carlos Williams.
 
 
ARIODANTE MARIANNI: UN AMORE SENILE e altre spezie
Poesia – nota di Alfredo Luzi - Book Editore 2008. In copertina: Ario, Monotipo in rosso, 1967
 
da PLURABELLE. NOTIZIE DAL LABORATORIO DI POESIA DI MODENA
aperiodico solo per posta elettronica
numero 17 – estate 2008

mercoledì 11 dicembre 2013

Ariodante Marianni traduttore di Emily Dickinson

Ne "I grandi tascabili" di Bompiani uscì nel 2000 un cofanetto dedicato alla Dickinson: poesie con testo inglese a fronte a cura e traduzione di Margherita Guidacci e un'appendice di 33 poesie tradotte da Ariodante Marianni.  Seguono le Lettere con postfazione e aggiornamento bibliografico a cura di Anthony L. Johnson, che collaborò con Marianni anche per lo studio di Yeats.
 Emily Elizabeth Dickinson nacque il 10 dicembre 1830 ad Amherst, puritana cittadina del Massachusetts.
 
"Relativamente facile tradurre la Dickinson - ricordava Marianni a proposito di questo suo lavoro "minore" - eppure quanta delicatezza, cautela, sforzo di immedesimazione furono necessari per introdursi in un animo delicato e sensibile e tormentato, quale fu quello della poetessa americana".
 
Emily Dickinson, Poesie e lettere, cura e traduzione di Margherita Guidacci, con un'appendice di poesie tradotte da Ariodante Marianni- Testo a fronte, Bompiani 2000.

mercoledì 20 novembre 2013

Ariodante Marianni al Premio di traduzione poetica "Achille Marazza" 2002

Ariodante Marianni riceve il premio 2002 per la traduzione poetica de La scala a chiocciola di Yeats


" La commissione giudicatrice ha deliberato all'unanimità di assegnare il premio ad Ariodante Marianni per la versione di  La scala a chiocciola e altre poesie di W. B. Yeats, che segna l'esito più alto di un autentico incontro di destino tra un autore e il suo interprete. Tornando a confrontarsi con una poesia affascinante ed impervia che ha messo a prova, nel corso del tempo, traduttori di prima grandezza, Marianni porta a termine vittoriosamente la sua sfida, così come gli era accaduto nel corso delle memorabili versioni da Dylan Thomas, e perviene ancora una volta a un miracoloso equilibrio tra libertà ed esattezza, strenua aderenza ai testi e suprema eleganza formale" (Franco Contorbia. Borgomanero, 16 novembre 2002 )

Mostra di Monotipi "Un grado zero della pittura". Incontro con gli studenti dell'ITIS











domenica 29 settembre 2013

Tuscania

a Giuseppe Ungaretti

Su quest’arca di pietre al largo del mattino,
mentre plana la cornacchia e il lombrico
scava la sua paziente miniera, un passero saltella
sul prato della mia tenerezza, la vertebra

secolare sfarina sotto il piede incuriosito…
Ordina all’erba di non crescere, alla torre
che smetta di crollare: il tempo accorda
il suo orologio su quello del bambino

che stana il mostro, mi scorta nel cunicolo
attraverso l’inferno della sua fantasia.
Non è assurdo l’esistere: segue altra logica
(vecchio maestro, mio Noè, soccorrimi!) e,

amica, per quella fibbia uscita dalla tomba,
mai si saprà chi abbia avuto ragione.

da Un amore senile e altre spezie, Book 2008

martedì 13 agosto 2013

Roma illa

a Mario Picchi

Da giorni un verso mi si rigira nella testa
come uno scolaro ancora assonnato
che non si decide a uscire dal letto.
A dargli retta, parafrasando Catullo
e con tanto di dieresi sulla i,
avrei dovuto cominciare questa lettera così:
"Mario, Roma nostra, quella Roma,
Roma che tanto abbiamo amato..."
e con l'amara stizza dell'amante tradito,
andare avanti a forza di rimpianti,
non tralasciando qualche rude epiteto
da marciapiede.
                        "Letteratura a parte -
ha interloquito in tempo il mio Grillo
parlante - lo trovo stupido e ingiusto.
Che vuoi rimpiangerti? i fasti dei gerarchi?
od i nefasti del dopoguerra:
i baraccati a Testaccio e sull'Aniene,
gli stracci a Porta Portese,
la borsa nera e tutte le miserie
celebrate dai film del neorealismo?
E di tuo che lamenti? la stanza in subaffitto
con la finestra sul cortile, o il tram notturno
dalle scuole serali, scatenato nella città
semideserta, che ti svegliava alle curve
con fischi e scossoni? In realtà,
quello che rimpiangete, tu e gli altri tuoi pari,
è, come al solito, il tempo perduto,
la gioventù andata al macero".
Vorrei, ho tentato di ribattere, solo una cosa,
che saprei ancora godermi:
camminare per Roma senza pericolo di morte.
"Giusto - ha insistito - Roma è sporca e caotica,
il gas di scarico del traffico
sbriciola marmi, secca pini, unge pareti,
e si respira con un quarto di polmone.
Ma te la immagini piena di carri,
di tiri a quattro, di cab e barrozze,
con bai, leardi, palafreni e rozze,
asini e muli parcheggiati in ogni angolo?
Passeggeresti più tranquillo?"
Vorrà dire - ho rimbeccato indispettito -
che quando un barbaro a cavallo
del suo Bucefalo ruggente, mi arroterà le spalle
mentre attraverso il Corso sulle strisce,
dirò: ecco un arcangelo che passa;
sono stato sfiorato dalla grazia!

*
Stanotte mi sono svegliato di soprassalto
da un incubo di gente nuda, convulsa,
che scavalcava le transenne, agitando
le braccia, urlando titoli e cifre
contro di me nel box che protestavo
la mia innocenza. Seduto sul letto,
mentre calmavo il batticuore, ho pensato
a Calcutta, Città del Messico, Il Cairo,
e a tutti quegli anelli che circondano,
come aureole, le metropoli del globo,
in cui lontana da Borse e monumenti,
lindi quartieri con viali e giardini,
una reietta umanità cresce i suoi figli
in dormitori di lamiera, fra stenti
e crimini vissuti come destino,
e neri vizi che addolciscono il tempo
di quell'unico vizio che la Natura impone:
sopravvivere, per riprodursi...
Capzioso è il grillo, riflettevo,
col suo irritante buonsenso
che castra speranze e nostalgie;
ma più subdolo è il sogno, e questi pensieri,
che gli vengono dietro senza un nesso.
Forse contengono una chiave.
La gioia è fuggita dalle nostre coscienze;
Roma o Stoccolma, non cambia: la Storia
incombe, la Cina è vicina: il solo esistere
in questa belle époque che non godiamo
ci dà rimorsi senza colpe. E dunque addio
notti brave a Trastevere, scorrerie
lungo l'Appia, tramonti al Pincio, merende
ragionando d'amore in mezzo all'erba,
porgendo orecchio alle favole narrate
dalle foglie e dai merli dietro i ruderi:
Roma non è più nostra, Roma illa.

Roma, 21 ottobre 1988

"Roma illa" è tratta dalle "Lettere oraziane" di  Ariodante Marianni in Una strana gioia, Manni 2003, pp. 75-77

lunedì 15 luglio 2013

Nota su Ariodante Marianni, William Carlos Williams e l'Istituto Internazionale del disco, di Eleonora Bellini

"L’Istituto Internazionale del Disco, che aveva sede sia a Milano che a Roma, nel fervore di rinascita dei primissimi anni Sessanta, pubblicò una collana culturale diretta da Paola Oietti, giornalista e figlia di Ugo, che, negli anni Venti era stato direttore del Corriere della Sera.
Il catalogo 1960 - 1961 si presenta ricco di sessantotto microsolchi, nelle sole collane “Spirituale” (letture dei quattro Vangeli) e “Culturale” (letteratura italiana e straniera da I fioretti di San Francesco al Romanzero Gitano di Federico Garcia Lorca, dalle Liriche di François Villon alle Poesie di Vincenzo Cardarelli); vi appaiono inoltre una collana musicale ed una dedicata ai bambini. Lo slogan promozionale dell’impresa era: “Il disco che vi regala la venticinquesima ora della giornata” e l’introduzione al catalogo spiegava:
“L’Istituto internazionale del Disco, nell’affidare a valenti critici la scelta delle opere che compongono la Collana Culturale ha voluto che fossero tenuti presenti due fatti fondamentali: che ogni disco offrisse un aspetto inedito dell’opera di ciascun autore e che la voce dell’interprete fosse congeniale anche nelle sfumature al carattere della composizione stessa é [...]”.
Ariodante Marianni collaborò a sette dischi, curandone la presentazione oppure la traduzione, o entrambe. I poeti di cui egli si occupò furono (fatta eccezione per Wilde e con l’assenza di Yeats e di Whitman) quelli che lo accompagnarono per gran parte della vita: Emily Dickinson, Oscar Wilde (due titoli: La Ballata del Carcere di Reading e L’usignolo e la rosa), i Poeti moderni americani (Poesia e Jazz della beat generation con Frank O’ Hara e Allen Ginsberg), Dylan Thomas, gli autori di Fantascienza e poesia (tra gli altri Sergio Solmi, Nelo Risi, Mario Socrate), William Carlos Williams."
 
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