Questo blog si propone di essere un costante omaggio all'uomo, al poeta, all'artista. Viene riaperto a seguito della chiusura da parte di splinder del precedente blog "storico".
mercoledì 23 novembre 2022
Istantanee da "Versi per Ario". Roma 6 novembre 2022, Mangiaparole
giovedì 20 ottobre 2022
martedì 18 ottobre 2022
Versi per Ario. Poesie finaliste: Poi fu solo l'alba di Stefano Peressini
(A mio padre)
L’ombra che tu scorgi adesso
del muro antico di roccia scura
è tutto quello che rimane.
Più non c’è proteso il ramo
sul colore vivido dell’erba,
il frullo del merlo spaventato.
Adesso ti parla quell’ombra
di tutto il tempo scivolato
nelle crepe della pietra,
segreto nascondiglio di ramarro.
Degli inverni con l’ardere dei fuochi
o delle sterpaglie bruciate a primavera,
dell’autunno quando il cielo s’impigriva
e sopra il fiume inerte galleggiava
qualche foglia di ciliegio selvatico.
Ora puoi guardare
le nuvole da tutti i lati
e accorgerti che il vento
con loro dipinge stracci di luce
addosso a un mondo bagnato.
E come il vento anche tu
puoi sottrarti al buio
di queste stanze chiuse
e scompigliare l’orda dei ricordi
imprigionati in quadri polverosi.
Tutto cambia e si rincorre
come una placida corrente
dentro un segno proiettato nel futuro,
nella memoria della luna.
Tutte le luci accese
in una notte di Carnevale
sfrigolavano sul velluto della sera.
Poi fu solo l’alba
e quella pioggia fredda,
smemorata.
Profonda e suggestiva lettera al padre, in cui la memoria e l'affetto disegnano paesaggi ricchi di vita e di sentimenti, tanto profondi quanto espressi in modo essenziale, quasi con pudore.
Versi per Ario. Poesie finaliste: Nel deliquio dell'impermanenza di Rosa di Martino
Nel
tempo
che s'inverte
e s'annulla
nel
deliquio
dell'impermanenza
una ninna nanna
ti canto,
la
stessa
che con la tua voce
cullava il mio sonno.
Con
frammenti di luce
rubati ai ricordi
intreccio le note
e il
fiato ritorna
nei gesti,
tra le mani
e i profumi
di
minuscoli attimi,
di secoli,
di giorni
passati
appuntati
all'eterno.
Pietra è il mondo
e noi
acqua che scorre.
Versi brevi, incastonati sul foglio, ora secchi, ora dolci, si snodano sicuri fino al finale che ricorda antiche sentenze sull'effimero della vita umana.
Versi per Ario. Poesie finaliste: Non tutto era miseria di Antonio Blunda
Cinque metri per tre, neon bianco, luce fredda.
Quasi tutto si spense.
Guardai la città, nel silenzio delle sei.
Nella controluce del pavimento mappe, a mio giudizio,
avrebbero dato lavoro ai cartografi.
Se ne stavano sulla linea di confine luoghi,
ed eserciti, e formicai.
L’umanità, nella sua esplicazione.
C’era l’ ingegneria di un ponte, un passaggio a livello,
un fumante camino, un orologio battente nella nebbia,
un rumore di scarpe, un bar aperto dalle cinque del mattino.
C’era il sonno, e l’abbandono del letto,
il suono amico dei bicchieri, la fame della stanchezza,
lo strano segno della malattia, la tosse profetica della morte leggera.
C’era la desolazione, e la densità, il sacrificio e il pensiero,
la speranza, prestata alle macchine.
Ovunque la traccia polverosa d’una pietra miliare
v’era a dire qualcosa. E quasi tutto si spense.
Non tutto stamani era miseria al mondo.
Dagli occhi allo stelo, dal creato alla ringhiera,
una voce indovina cantava nuda
l’abbandono delle proprie ossa nella stanchezza del mento.
Non tutto era cemento,
non tutto cinque metri per tre, neon bianco, luce fredda.
Una croce a cena era comparsa, prima, nella sera.
Persino Dio, che ritornava a casa.
Fu allora, che quasi tutto il dolore si spense,
poiché non tutto, era miseria al mondo.
Versi lunghi, dal tono narrativo, dipingono una città desolata e confusa, brulicante di dolore. Fino ai versi finali in cui il dolore si placa nella speranza.
Versi per Ario. Poesie finaliste: Ciò che il mondo dice di Antonella Alberghina
Il mondo dice
ciò che non ti aspetti
a volte solo
i tuoi difetti.
Altre ti urla
in faccia
lampi di odio
o ti dona alloro
e trofei d’oro.
Il mondo dice
ciò che vuoi
sentire
quando il fato
ti ha concesso
un buon destino.
Ti loda e ti esalta
oltremisura
tra plausi e fasti.
Quando invece
la sorte o la natura
fanno a gara
per cambiar fortuna
ti ritrovi nella terra
oscura di Ade o
nel deserto dell’oblio
a ripetere il tuo nome
all’infinito come
un’eco offerta
ai posteri
d’orecchio muti.
Versi sconsolati, amare sentenze in questa poesia che scorre veloce verso la conclusione, come torrente impetuoso.
Versi per Ario. Poesie segnalate: Riassunto toscano di Roberto Ripamonti
Quattro cipressi senesi,
posti come un perché
su un ondulato riassunto toscano
si ergono,
bruni e superbi,
in un’arca di colori
che s’infrange
alle pendici dei borghi
nel baio tramonto.
Versi per Ario. Poesie segnalate: A Dylan Thomas di Manrico Murzi
Si faccia alba l'aria e viva aurora!
Amico, figlio scherzoso del mare,
da dove sei, sott'acqua e lontano,
aiutami a togliermi di dosso
questo peso di tunica fenicia
che mi fa lunga ésca del dolore.
Sarò come nei tempi assieme corsi
libero sfogo di allegra gazzella
attenta agli occhi di un vago gabbiano
creduti contemplanti, ma cercanti
in giri d'elica il vivo del pesce.
Versi per Ario. Poesie segnalate: Voglio anch'io che casa mia di Valentina Ghelfi
Voglio anch’io che casa mia sia
un labirinto di libri
in cui accoglierti
Che per arrivare al letto
tu debba far lo slalom
e seguire il mio odore
per non perderti
Voglio anch’io in silenzio
guardarti da lontano
L’altro capo del letto
e tu con la paura
di starmi troppo così vicino
anch’io voglio
con le mie domande farti
venir voglia di scappare
E voglio anch’io sentire
il guinzaglio che mi tira
correre su per le scale
cadere dirti
Ti prego apri la porta
La verità vera del mio cuore
dei sogni e delle orecchie ai libri
ami sul tempo per questa
enorme quantistica distanza
E voglio anch’io sapere
che il mio viso ha casa
nelle tue mani
Versi per Ario. Poesie segnalate: Messaggio in bottiglia di Americo Ceccucci
Strani i silenzi tra noi:
non vuoti ma pieni.
Son discorsi lievi
taciuti per non sprecarli.
Parole mute, silenti e sottili.
Sono stati febbrili
nella malattia di noi.
Tutto sospeso,
tutto pacato.
Un volo a mezz’aria,
un atterraggio planato.
Ma planare dove se spazio non c’era,
né spazio, né tempo, nessuna bandiera
a segnare il confine.
Era un momento senza fine.
Ti ho voluto in un attimo eterno.
Avrei voluto…
Guardarti negli occhi,
toccarti la mano,
dolcemente amarti baciandoti piano.
Tutto chiedeva d’esser vissuto
nel freddo di Roma,
in un giorno perduto.












